Terapia del sale dell'Himalaya:
il respiro di un mare antico
L’aria salina che rigenera vie respiratorie, pelle e mente
Il sale accompagna la cura del respiro da millenni. Già nell’antica Grecia Ippocrate consigliava l’inalazione di vapori di acqua salina contro le infiammazioni delle vie respiratorie, e nel Medioevo i monaci conducevano i malati nelle grotte salmastre, frantumando le stalattiti per liberare nell’aria minuscole particelle di sale. Il sale rosa dell’Himalaya nasce invece da un mare preistorico: viene estratto dalla miniera di Khewra, nel Salt Range pakistano, si è formato oltre 250 milioni di anni fa dall’evaporazione di un antico oceano e deve la sua inconfondibile tonalità all’ossido di ferro. La terapia del sale dell’Himalaya in senso moderno prese forma nel 1843, quando il medico polacco Feliks Boczkowski notò che i minatori della salina di Wieliczka erano sorprendentemente liberi dai comuni disturbi respiratori all’epoca. Da quell’osservazione nacque la speleoterapia, oggi rifiorita nelle raffinate grotte di sale degli hotel con spa.
Che cos’è la terapia del sale dell’Himalaya?
Quali sono i benefici della terapia del sale dell’Himalaya su corpo e mente?








